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Emilia Romagna, l'agricoltura rallenta

Il calo della Plv è del 6,2%

Segna il passo l'agricoltura dell'Emilia-Romagna che nel 2009 registra un calo della Plv del 6,2% rispetto al 2008. La contrazione, dovuta in gran parte al crollo dei prezzi, si è fatta sentire anche sui redditi delle aziende agricole, calati del 24%.Una riduzione che rischia di avere conseguenze pesanti per molte realtà, da tempo costrette a produrre sottocosto, soprattutto nei comparti che hanno avuto maggiori difficoltà, come frutta e lattiero-caseario.

È questo il quadro economico delineato dal rapporto 2009 sul sistema agroalimentare dell'Emilia-Romagna, realizzato dall'osservatorio agro-alimentare di Unioncamere e dell'assessorato regionale all'Agricoltura, a cura del professore Roberto Fanfani dell'Università di Bologna Anche l'industria alimentare ha registrato un calo di fatturato, con l'1,7% in meno rispetto al 2008, e un forte aumento sia della cassa integrazione ordinaria (+253%) che straordinaria (+43%). Inoltre c'è stato un rallentamento nell'erogazione del credito agrario (+0,6% sul 2008) e un calo dell'export (-5,1%), il cui peso però, rispetto al valore complessivo delle esportazioni regionali, è tornato a crescere, superando il 10%.

«Una flessione grave ma attesa e meno significativa di quella che si verifica a livello nazionale», ha detto l'assessore regionale all'Agricoltura, Tiberio Rabboni, confrontando il calo della Plv regionale con il dato nazionale (-6,2% contro il -9%9). Altri segnali da considerare - ha aggiunto - sono l'aumento del peso dell'export agroalimentare rispetto a quello complessivo regionale e l'aumento dell'occupazione autonoma nel comparto agricolo (+2,9%). «Pesante è il dato della reddività», ha rilevato ancora Rabboni, sottolineando che, accanto alla congiuntura caratterizzata da calo dei consumi e crollo dei prezzi, «c'è anche una erosione cominciata da alcuni anni di carattere strutturale come la forbice tra prezzi e costi di produzione, oneri burocratici, accentuarsi dello squilibrio commerciale rispetto alla grande distribuzione».

Tra l'altro, nonostante il calo di consumi e di vendite e la già forte presenza della grande distribuzione, in Emilia-Romagna nel 2009 sono aumentati ipermercati (+4,5%) e soprattutto discount (+8,3%). Per far fronte a questa situazione - ha ricordato Rabboni - la Regione agisce sia con interventi anti-crisi che con una politica che mira a rendere più competitivo il sistema agroalimentare regionale. Come la sburocratizzazione delle procedure per le imprese e lo sviluppo delle pratiche on line, il sostegno al ricorso sempre maggiore agli accordi interprofessionali, iniziative sul fronte del credito, in particolare in comparti come Parmigiano Reggiano, suinicoltura, pesche, aumento dei fondi per la ricerca. Nel 2009 i finanziamenti di origine comunitaria destinati all'agricoltura emiliano-romagnola sono cresciuti quasi del 50%, con 710 milioni di euro, di cui quasi 544 di parte europea, il resto cofinanziato da Stato e Regione. Gli stanziamenti complessivi per l'agricoltura del bilancio regionale sono stati pari a 88,8 milioni, con un grado complessivo di utilizzo delle risorse superiore all'80%

in data:30/05/2010

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