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Unione Europea

Il Regno Unito è il quinto mercato di sbocco per l’olio extra vergine di oliva made in Italy

Il Regno Unito, con circa 200 milioni di euro in valore, rappresenta il quinto mercato di sbocco per l’olio extra vergine di oliva made in Italy. Secondo le previsioni, elaborate dall’osservatorio economico di Unaprol – consorzio olivicolo italiano, si prevede una ulteriore crescita del mercato pari all’1% calcolata nel quadriennio 2009/2012, dopo quella del 6,3% registrata tra il 2004 e il 2009, che porterà il valore del nostro prodotto a sfiorare entro il 2012 i 220 milioni di euro.

Nel Regno Unito non si produce olio extra vergine di oliva, vi è però una produzione interna di alti oli di semi e grassi di origine animale che competono direttamente con l’olio d’oliva e l’extra vergine in particolare. Nonostante tutto l’olio di oliva rappresenta il 50% del valore del mercato degli oli in generale sul mercato UK; di questa quota il 26% è rappresentato dalla categoria degli oli extra vergini di oliva e l’Italia rappresenta complessivamente il 36% di tutto l’olio extra vergine di oliva importato oltre la Manica.
I dati sono stati forniti oggi a Londra dall’Unaprol durante la conferenza stampa organizzata per fare un primo bilancio del programma triennale di promozione e informazione denominato: “Olio extra vergine di oliva: alta qualità europea”.

Il progetto del consorzio olivicolo italiano iniziato nel 2009, è stato cofinanziato da Unione Europea e ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e ha interessato anche i mercati di Francia e Germania con l’obiettivo di incrementare il consumo di olio di oliva extra vergine e fidelizzare le fasce più giovani della popolazione di questi tre Paesi definiti "nuovi consumatori”.
I dati sul consumo alimentare di olio di oliva in generale, rielaborati da Unaprol, evidenziano che il 46% dei consumatori del Regno Unito presta poca attenzione alla qualità del prodotto e molta attenzione, invece, al prezzo; il 24% dei consumatori sceglie al supermercato prodotti freschi e di qualità, il 16% acquista prodotti freschi solo in negozi di piccole dimensioni e una nicchia del 14% acquista, invece, solo prodotti qualitativamente elevati, freschi e genuini. C’è poi una piccola percentuale di vendite al dettaglio concentrata presso piccoli rivenditori indipendenti; mentre il 12,3% del mercato dell’olio di oliva in generale importato viene assorbito da alberghi e ristoranti.
“L’esperienza maturata in questi tre anni di promozione e di informazione del consumo consapevole dell’olio extra vergine di oliva di alta qualità europea, conferma che le campagne promozionali sono uno strumento utile per aumentare la conoscenza del prodotto di qualità”. Ha riferito il presidente di Unaprol Massimo Gargano che aggiunge, “ i dati in nostro possesso ci dicono che i consumi di olio extra vergine di oliva sono in aumento in UK e questo – ha poi concluso – è uno degli obiettivi che avevamo deciso di raggiungere: far aumentare la domanda di olio extra vergine di oliva garantito dalla qualità e dalla tracciabilità europea, che nel Regno Unito rappresenta oltre un quarto del consumo di oli in generale”.
L’indagine Unaprol ha permesso di evidenziare che a consumare frequentemente l’olio extra vergine di oliva è quella fascia di consumatori tra 45 e 64 anni, più sensibili agli aspetti salutistici del prodotto. Si consuma più olio extra vergine di oliva a Londra e nel Sud del Paese, meno in Scozia e Galles. Nel 2000 a consumare olio extra vergine di oliva era il 35% delle famiglie. Oggi, invece, la percentuale supera il 50%. “Quello del Regno Unito – ha concluso Gargano - resta un mercato importante che deve, però, essere presidiato”.

in data:15/03/2011

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