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Joint venture Mipaaf-Isa-Unaprol: il contratto di filiera è un successo

Produce buoni frutti il contratto di filiera dell’olivicoltura italiana. Il punto sulla situazione a quattro anni dalla sua firma nel corso di Tuttofood a Milano. Si tratta del primo esperimento realizzato in Italia grazie al gioco di squadra messo in campo da ministero delle Politiche Agricole, l’Isa, l’Istituto per lo Sviluppo Agroalimentare e l’Unaprol – consorzio olivicolo italiano. Positivi anche i giudizi sul funzionamento del modello di accordo che ha visto la collaborazione tra pubblico e privato spingersi in più settori del comparto olivicolo.

Nello specifico il progetto integrato per la filiera OlivicoloOlearia di Unaprol è stato finalizzato a realizzare una forte azione sinergica all’intero della filiera per raggiungere alcuni obiettivi. Tra questi: innovare prodotti e processi produttivi; promuovere e valorizzare l’olio di oliva di livello qualitativo certo; razionalizzare la filiera con lo sviluppo della logistica commerciale per qualificare il packaging e la distribuzione; intraprendere un’adeguata attività di pubblicizzazione. Altri obiettivi specifici del progetto si concretizzano in: produrre olive attraverso l’innovazione dei metodi di coltivazione sviluppando la meccanizzazione della potatura; sviluppare le produzioni biologiche; promuovere la certificazione del prodotto e di processo assicurando la tracciabilità dello stesso; favorire la valorizzazione dell’olio extravergine di oliva sui mercati nazionali ed esteri attraverso azioni di promozione del prodotto finito; introdurre sistemi di controllo di processo e di prodotto e relative certificazioni, inclusa la formazione degli addetti.

L’intero programma di investimenti del contratto di filiera Unaprol ha rappresentato un investimento totale di oltre: 11 milioni di € suddiviso in: azioni a carattere verticale con aiuti agli investimenti nelle aziende agricole e nel settore della trasformazione e della commercializzazione; ed azioni a carattere orizzontale per la creazione di sistemi di controllo; ricerche di mercato; certificazione della qualità; organizzazione e partecipazione a fiere e mostre; spese per l’iscrizione di certificazione biologica nonché sostegni alla ricerca della pubblicità di prodotti agricoli. A beneficiare un pool di aziende agricole, imprese di trasformazione e commercializzazione con investimenti realizzati direttamente in Puglia, Lazio, Umbria, Toscana e Abruzzo. Regione, notoriamente a prevalente indirizzo olivicolo- oleario.

in data:06/05/2015

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